Buona Pasqua



                                  Buona Pasqua di resurrezione a tutti voi che ci seguite.

Orari Settimana Santa

Quì di seguito tutti gli orari delle funzioni della  Settimana Santa in Parrocchia a San Pietro

Cena a base di Trippa e non solo


Cari Amici,
sabato 28 aprile, come da tradizione, ci sarà la cena a base di Trippa.




Nel volantino, ci sono tutte le modalità di iscrizione (obbligatoria) per la cena (mail, messaggio, whatsapp, telefonata...), chiediamo di effettuare l'iscrizione avendo cura di indicare il nome dei singoli partecipanti e, indifferentemente dall'età, il "Menù Trippa" o "Menù Alternativo" scelto da ciascuno.

Ricordiamo inoltre che, per chi lo desidera, c'è la possibilità di prenotare i tavoli.




Di seguito i Menù a scelta:


MENU' TRIPPA

Focaccette fritte con verdura
Trippa in umido
Bavarese alla Fragola
Acqua ,vino e caffe


MENU' ALTERNATIVO

Focaccette fritte con verdura
Scaloppine con patate
Bavarese alle fragole
Acqua ,vino e caffe

In attesa di vedervi numerosi (e prenotati...) vi salutiamo cordialmente.

Gli amici dell'Oratorio

Concerto a favore dell'Oratorio

Sabato 21 marzo alle ore 21:00 presso l'auditorium San Francesco a Chiavari don Antonio Baracchini con "In Compagnia di Mozart" propone un concerto a favore dell'Oratorio San Pietro di Novella di Rapallo.


Invitando tutti, ma proprio tutti gli amici al concerto, desideriamo ringraziare per questa iniziativa a sostegno dell'Oratorio, questo gesto di solidarietà del nostro amico don Antonio ci commuove e ci chiede di guardare con responsabilità alla Casa che per grazia abbiamo, consapevoli del cammino che ancora dobbiamo compiere.


Grazie don Beppe

Il pranzo Friulano per un pozzo d'acqua in Kenya

Cari Amici,

ricordiamo il pranzo Friulano di domenica 22 febbraio alle 12.45 con cui potremo sostenere l'opera di Padre Dario per la realizzazione di un pozzo d'acqua in Kenya.


La prenotazione scade lunedì 16 febbraio in modo che i nostri amici dal Friuli possano acquistare quanto necessario e preparare secondo le prenotazioni... proprio per questo è necessario iscriversi al più presto alla mail iscrizionieventioratorio@gmail.com chiediamo di privilegiare questa modalità che ci aiuta a organizzare meglio.


Leggi  il Menù
Occorre specificare: i nominativi (tutti) di chi partecipa specificando i menù bambino o adulto ed eventualmente la prenotazione di un tavolo (8-12-14) o la predisposizione di stare insieme ad altri amici.

Vi aspettiamo numerosi!!!



“Padre perché intensamente Figlio: genera solo chi è generato”

In queste settimane Papa Francesco ha riflettuto sulla figura del padre e sul fatto che essa nella cultura odierna sarebbe un po’ assente o svanita. Egli sostiene che l’assenza della figura paterna…produce “lacune e ferite”. Ai ragazzi ed ai giovani “mancano esempi e guide autorevoli…c’è carenza di amore da parte dei padri”. E di conseguenza c’è “un senso di “orfanezza”… “più profondo di quanto pensiamo”. “I giovani rimangono, così, orfani di strade sicure da percorrere, orfani di maestri di cui fidarsi, orfani di ideali che riscaldino il cuore, orfani di valori e di speranze che li sostengano quotidianamente”. “Sono orfani in famiglia, perché i papà sono spesso assenti…non dialogano con i loro figli, non adempiono il loro compito educativo, non danno ai figli, con il loro esempio accompagnato dalle parole, quei principi, quei valori, quelle regole di vita di cui hanno bisogno come del pane.” (Udienza Generale 28 gennaio 2015)

Nella catechesi successiva Papa Francesco ha voluto sottolineare la bellezza della paternità: “Ogni famiglia ha bisogno del padre. Oggi ci soffermiamo sul valore del suo ruolo, e vorrei partire da alcune espressioni che si trovano nel Libro dei Proverbi, parole che un padre rivolge al proprio figlio, e dice così: «Figlio mio, se il tuo cuore sarà saggio, anche il mio sarà colmo di gioia. Esulterò dentro di me, quando le tue labbra diranno parole rette» (Pr 23,15-16).… Non si potrebbe esprimere meglio l’orgoglio e la commozione di un padre che riconosce di avere trasmesso al figlio quel che conta davvero nella vita, ossia un cuore saggio”. Di aver lasciato come eredità “l’attitudine a sentire e agire, a parlare e giudicare con saggezza e rettitudine”...

“Un padre sa bene quanto costa trasmettere questa eredità: quanta vicinanza, quanta dolcezza e quanta fermezza. Però, quale consolazione e quale ricompensa si riceve, quando i figli rendono onore a questa eredità! E’ una gioia che riscatta ogni fatica, che supera ogni incomprensione e guarisce ogni ferita.

La prima necessità, dunque, è proprio questa: che il padre sia presente nella famiglia. Che sia vicino alla moglie, per condividere tutto, gioie e dolori, fatiche e speranze. E che sia vicino ai figli nella loro crescita: quando giocano e quando si impegnano, quando sono spensierati e quando sono angosciati, quando si esprimono e quando sono taciturni, quando osano e quando hanno paura, quando fanno un passo sbagliato e quando ritrovano la strada; padre presente, sempre. Dire presente non è lo stesso che dire controllore! Perché i padri troppo controllori annullano i figli, non li lasciano crescere.

Il Vangelo ci parla dell’esemplarità del Padre che sta nei cieli – il solo, dice Gesù, che può essere chiamato veramente “Padre buono” (cfr Mc 10,18). Tutti conoscono quella straordinaria parabola chiamata del “figlio prodigo”, o meglio del “padre misericordioso”, che si trova nel Vangelo di Luca. Quanta dignità e quanta tenerezza nell’attesa di quel padre che sta sulla porta di casa aspettando che il figlio ritorni! I padri devono essere pazienti. Tante volte non c’è altra cosa da fare che aspettare; pregare e aspettare con pazienza, dolcezza, magnanimità, misericordia…Un buon padre sa attendere e sa perdonare, dal profondo del cuore. Certo, sa anche correggere con fermezza: non è un padre debole, arrendevole, sentimentale. Il padre che sa correggere senza avvilire è lo stesso che sa proteggere senza risparmiarsi…” (Udienza Generale 4 febbraio 2015)

Nel rapporto con il Padre e con la Madre, ogni persona scopre che la vita è dono e che esistere è essere voluti ed amati da un Altro. La famiglia è il luogo dell’educazione all’appartenenza. Il rapporto con il Padre (o con la madre o con l’adulto maestro o sacerdote o educatore) è la strada per prendere coscienza del nostro destino, del significato vero della vita. 
Che responsabilità che abbiamo verso coloro che ci sono affidati da Dio! Quale strada percorrere per essere sempre più padri? Quella che fa crescere in noi la coscienza di appartenere ad un Altro, di essere figli.

Ecco perché abbiamo intitolato l’incontro al quale siete invitati Venerdi 13 febbraio alle ore 21.00:

“Padre perché intensamente Figlio: genera solo chi è generato”

In occasione delle giornate missionarie don Luca Speziale raccontandoci la sua esperienza ci aiuterà a ricoprire la bellezza della nostra vocazione di Genitori, educatori, maestri, adulti.

Vi presento inoltre tutti gli altri appuntamenti con i nostri amici della Fraternità San Carlo.

Incontro 29 gennaio 2015

Chi è così importante e cruciale nella nostra vita da poter affermare quanto sostiene una canzone di Mina quando afferma: “ E se domani all’improvviso perdessi te avrei perduto il mondo intero…”?

“Solo qualcuno che rappresenti talmente il significato del vivere che senza di lui, senza la sua presenza, io perdo tutto, sono spaesato, smarrito. E’ ciò che il figlio prodigo ha dovuto scoprire attraverso un cammino….” 

Rembrandt - Il ritorno del figliol prodigo
“Proprio per questo, quella del figliol prodigo rimarrà sempre come l’immagine di chi, avendo ricevuto tutto (casa, beni, padre), non può resistere al fascino della sua autonomia, di fare da sé, perché, non avendo capito che cosa ha tra le mani, che cosa ha ricevuto, tutto gli sembra un ostacolo per la sua libertà, tutto gli sta stretto. E tutti possiamo immaginare il fremito del padre davanti alla libertà del figlio che si intestardisce, non riconoscendo quello che era evidente. Che cosa può fare? Come padre deve accettare e deve dare al figlio il tempo per capire… solo quando si trova a mangiare con i porci, dice il Vangelo, rientra in sé e comincia a capire. Quando sembrava che tutto fosse perduto, il figliol prodigo si ritrova dentro qualcosa che non si è smarrito: proprio nel momento apparentemente più oscuro e confuso emerge il suo cuore, con tutte le sue evidenze ed esigenze costitutive. E tutti i suoi sbagli non possono cancellare la memoria della sua casa, di suo padre e del tenore di vita dei suoi salariati. E questo gli consente di giudicare, di fare un velocissimo paragone tra la situazione precedente e quella attuale: «Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame». E così può recuperare – e anche noi possiamo recuperare −, dal di dentro della sua esperienza e anche dai suoi sbagli, quello che lui pensava già di sapere, si rende conto delle dimensioni del suo bisogno e del bene che è avere un padre.

Lui sapeva di avere un padre, ma non lo sapeva veramente; aveva ricevuto tutto, ma questo lo ha dovuto riscoprire… Non è che il padre lo abbia cacciato di casa o lo abbia spinto a sbagliare; no, è che noi siamo così scemi che pensiamo che ci sia sempre un altro luogo – immaginato da noi − dove possiamo rintracciare di più noi stessi. E allora finalmente il figliol prodigo capisce dove si trova la libertà, scopre che la libertà è un legame, è una casa, è un padre: e riconosce il bene che significa avere un padre che lo abbraccia di nuovo e lo riaccoglie come figlio. Il padre, a sua volta, è felice di vedere come la sua pazienza nei confronti della libertà del figlio gli ha consentito di ritrovarlo come figlio, ed è grato di avere un figlio contento di essere figlio, perché lui non vuole dei servi, ma vuole dei figli. E allo stesso tempo sarà sempre davanti a noi come esempio il fatto che un rimanere a casa in modo formale, come ha fatto l’altro figlio della parabola, non significa necessariamente avere capito che cosa voglia dire l’essere figlio e l’avere un padre, perché si può restare in casa lamentandosi….” ( don J. Carron)

In questi mesi sono stato molto colpito dalla figura del padre misericordioso e del figlio prodigo. Attraverso questa testimonianza ho riletto la mia vita, la mia storia ed un senso di commozione e di gratitudine è cresciuto in me… perché l’incontro con Cristo coincide con una esperienza di questo tipo. E mi sembra il modo migliore per introdurci a questa domanda:

Come faccio ad incontrare Cristo oggi? Dove lo trovo? Come posso io fare la stessa esperienza che hanno fatto gli Apostoli, o Zaccheo , o la Maddalena?

Per rispondere insieme a questa domanda voglio invitarvi ad un momento di dialogo e di ascolto: 

GIOVEDI’ 29 GENNAIO 2015 ALLE ORE 21.15 PRESSO L’ORATORIO DI SAN PIETRO DI NOVELLA

                                                                                                        Il Parroco Sac. Giuseppe Culoma

dall'omelia di domenica 18 gennaio 2015

Andare, toccati e commossi da un invito, vedere dove egli dimora, e dimorare con lui, dando tempo e spazio ad una frequentazione che approfondisce l’impressione iniziale avvertita nel primo incontro: questo è il dinamismo dell’esistenza cristiana, che assume per ogni credente una forma ecclesiale e personale insieme. In fondo, il racconto di Giovanni ci offre gli indizi per riconoscere quando nella nostra vita accade o riaccade un incontro simile, che spalanca il cammino dell’essere discepoli e amici di Cristo, perché, tutte le volte che viviamo “qualcosa”, come l’imbatterci nel volto di un testimone o di una comunità, l’ascoltare, come se fosse la prima volta, una parola della Scrittura che ci fa “ardere il cuore”, il vivere un tempo forte di preghiera che ci mette alla presenza del Signore, e in noi si verifica lo stesso dinamismo dell’inizio, stiamo vivendo la contemporaneità di Cristo alla nostra vita.

Un incontro vero con lui lo possiamo riconoscere perché sommuove il cuore, tanto che ne ricordiamo l’ora, provoca la libertà, fa nascere il desiderio di proseguire l’esperienza e di crescere in una familiarità, e suscita il desiderio di condividerlo con altri, come è accaduto ad Andrea che subito ha trasmesso al fratello Simone la certezza scoperta quel pomeriggio: “Abbiamo trovato il Messia”.



Tortellini e Bollito misto

Cari Amici,
ecco un'altra occasione per stare insieme, con la possibilità di conoscere altri amici che sostengono con la loro presenza, l'Oratorio.


Sabato 24 gennaio alle ore 20.15 nel Salone dell'Oratorio, ci sarà la tradizionale cena con tortellini in brodo e bollito misto, nel volantino potete trovare le varie modalità di iscrizione, anche domenica 18 fuori dalla S.Messa delle 11.15. Per la buona riuscita della serata, raccomandiamo di l'iscrizione entro mercoledì 21 gennaio.

Memoria viva di un prete

Cari Amici,

eccoci dopo le feste natalizie, il 10 gennaio alle ore 19, vogliamo proporvi un momento di riflessione su un Sacerdote di provenienza di S.Ambrogio (Zoagli) Don Agostino Dellepiane, che è stato per tutta la sua vita sacerdotale, parroco di Barbagelata.

Una figura di prete significativa, dentro la semplicità della testimonianza a Dio ed ai fratelli.

Alla fine dell'incontro,ci sarà un momento di convivenza a base di ravioli e panettone per tutti, non è necessario iscriversi.

Vi aspettiamo numerosi.